UN FISCHIO PER UN BACIO

Zoomarine (Roma) – Fotografia di Rossana Ruggiero

Vi abbiamo più volte mostrato come i baci siano una vera e propria fissazione dei delfinari. In queste strutture, così come in molti circhi, gli animali (tutti gli animali, non solo i delfini) sono costretti a fare cose innaturali come baciare decine di bambini di seguito, per altro bambini che non hanno mai visto in vita loro. Il bacio diventa così tutto tranne che una manifestazione d’affetto. Si trasforma in un inganno eclatante tranne, ovviamente, che per il delfinario .

Una fotografia, come quella che vedete qui sopra, costa infatti circa 15 euro. Sfidiamo qualunque genitore a non comprarla al figlio, dopo averlo fatto baciare dal leone marino.

Questa fotografia ci mostra anche come funziona il meccanismo. Un fischio dell’addestratore corrisponde a un bacio. C’è qualcosa di più falso? C’è qualcosa di più meccanico? Il leone marino esegue l’ordine, bacia e frutta soldi.

Nel corso dei nostri reportage abbiamo assistito più volte a situazioni di questo tipo. Ciò che ci ha sempre colpito è come tutto questo finisca per essere una sorta di rito messianico.

I bambini tutti in fila, l’animale a bordo vasca che aspetta, gli addestratori che indossano la maschera da fotografo e intrattenitore.

D’altra parte non si dice “fare le foto di rito“?

GIURARSI AMORE DAVANTI A UN DELFINO

Otremare (Riccione) – foto proveniente dal web

Questa fotografia, presa dal web e diffusa qualche tempo fa dal delfinario Oltremare di Riccione, mostra una moda tutt’altro che esclusiva: giurarsi amore eterno con testimone un delfino. Le strutture che offrono questa “opportunità“, sono più numerose di quanto si possa pensare. Basta fare una banale ricerca su Google per trovare foto simili scattate nei delfinari di tutto il mondo. È curioso che ci siano così tante persone che sentano il bisogno di costringere un delfino a uscire dall’acqua per assistere a qualcosa che non comprende e, ovviamente, non gli interessa per niente.

Ancora una volta siamo davanti all’animale oggetto. Paradossalmente si assiste anche alla sua totale antropomorfizzazione, il delfino amico, il deflino testimone. Tutto per gioco. Una specie di “divertimento“.

Torniamo un attimo a guardare questa fotografia. Tutto è finto. È infatti difficile credere che ci sia una qualche dimostrazione d’amore spontanea. Èd è ancor piu difficile credere che ci sia una qualche forma d’amore per il delfino.

MARIONETTE

Zoomarine (Roma) – Fotografia di Francesco Cortonesi

Come marionette. Comandati da fili invisibili.

Quando abbiamo scattato questa fotografia, non abbiamo immediatamente notato i gesti dell’addestratrice alle spalle del fotografo ufficiale di Zoomarine. E come noi, probabilmente, non li hanno notati neppure i visitatori. Eppure è evidente. Il delfino esegue l’ordine di allargare le pinne per rendere la fotografia “perfetta”. Fotografia che potrà essere comodamente acquistata all’uscita.

Tutto questo ricorda molto da vicino il teatro per bambini. Le marionette si muovono sul palco apparentemente in modo autonomo. I burattinai tirano i fili e lo spettacolo va in scena.

Ogni giorno, questi delfini, si sottopongono a comandi di questo tipo per incrementare i guadagni del delfinario. Muovono il proprio corpo esattamente come ordina l’addestratrice. Una delle difese che, generalmente, i delfinari tirano fuori quando vengono accusati di sottoporre i delfini a prigionia, stress e inutili esercizi è che i delfini, in realtà, si divertono.

Oh, ma davvero??!

IL PESCE NEL BICCHIERE

Havana (Cuba) – Fotografia di Jo-Anne McArthur

Abbiamo scelto questa fotografia della celebre fotoreporter Jo-Anne McArthur per parlare degli acquari casalinghi. Molte persone infatti addobbano le proprie case con vasche piene di pesci. Generalmente queste persone hanno poco interesse per i pesci in sé e considerano l’acquario un oggetto unico: vetro, acqua, rocce e pesci sono i pezzi che lo compongono.

Quando i pesci muoiono vengono immediatamente sostituiti. Per farlo non occorre altro che andare al negozio di acquari più vicino o addirittura comprarli on line come ormai si usa fare sempre più spesso. Verranno spediti direttamente a casa. Il numero di pesci che non raggiunge l’età adulta in queste vasche è impressionante. Sembrerà strano, ma esistono anche tecniche di “eutanasia“. Acqua ghiacciata o chiodi di garofano sono i più noti. I chiodi di garofano uccidono un pesce in 5 lunghissimi minuti. Su animali incoscienti o agonici i siti di riferimento consigliano di utilizzare l'”enervazione” che consiste nell’infilare un ago tra gli occhi del pesce e spingerlo avanti e indietro per danneggiare il cervello e il midollo spinale. Naturalmente tutti gli acquarofili sono pronti a giurare sulla testa dei propri figli che amano i loro pesci come noi non possiamo neppure immaginare.

Jo-Ann McArthur racconta di aver scatto questa fotografia a casa di una donna che teneva molti animali in casa. In una mensola c’era questo pesce che la donna “teneva in una vasca priva di tutto, senza nemmeno un sasso che fungesse da decorazione o stimolo”

Il pesce era immobile e allora dissi alla donna che pensavo stesse morendo. “No” mi rispose “È così da due anni“.

Nota: Per favore, se potete, supportate il progetto WE ANIMALS di Jo-Ann McArthur che trovate qui -> http://bit.ly/2smeJOa

Il lavoro di documentazione degli attivisti, oltre che comportare dei rischi, è anche decisamente costoso. Un supporto economico può essere utile per migliorare l’attrezzatura e per raggiungere i luoghi, spesso lontani, che devono essere raccontati. Grazie!

LA TARTARUGA IN SCATOLA

Captive – Gaston Lecombe

Più volte vi abbiamo raccontato di come i delfinari non siano “solo” delfinari. Tutte queste strutture offrono infatti ai visitatori anche altre “attrazioni”. Solitamente si tratta sempre di animali acquatici, ma non di rado sono presenti anche dei rettilari. I rettilari generalmente partono da un vecchio presupposto figlio di una convinzione etologica ormai ampiamente superata e cioè che i rettili siano semplicemente degli esseri viventi che coniugano soltanto “causa-effetto”. Ovvio quindi che l’attenzione alle loro esigenze sia ridotissima e, quasi sempre, questi animali vengono reclusi in teche piccolissime.

Questa fotografia, scattata dal fotografo canadese Gaston Lacombe, fa parte della sua raccolta Captive dedicata alla reclusione degli animali in zoo e delfinari. Abbiamo deciso di pubblicarla perché rappresenta perfettamente ciò in cui ci siamo imbattuti più volte. Questa tartaruga marina sembra incorniciata in uno schermo. Trascorrerà la sua intera esistenza in questo corridoio. Un corridoio collaterale a uno zoo o a un delfinario. Al danno, la beffa.

Attrazione di serie C in un luogo di relcusione.

Davvero era questa la vita che meritava?

LE ORCHE NEL CERCHIO

Delfinario Marineland di Antibes (Francia)- fotografia di Rossana Ruggiero

Quando abbiamo scattato questa fotografia, le orche avevano appena finito l’esibizione e venivano condizionate dagli addestratori ad andare a prendersi gli applausi del pubblico pagante. Questa scena ci ha riempito di tristezza.

Al danno, la beffa.

Non solo queste orche hanno dovuto eseguire gli ordini, ma sono state pure spinte a ricevere manifestazioni di apprezzamento per ciò che sono state costrette a fare. Ai margini di questa vasca a cerchio, che è tutto il loro mondo e lo sarà per sempre, le orche sembrano marionette appese a fili invisibili che tirano verso l’alto le loro code.

Tutte queste persone come fanno a non capirlo?

L’ELEMOSINA AL DELFINO

Oltremare Riccione – Fotografia di Francesco Cortonesi

Cosa sta facendo questo delfino

Nulla. Aspetta che tutti i bambini che vedete seduti nei falsi scogli, posizionati a bordo vasca, siano stati fotografati insieme a lui. E lui resterà li, per tutto il tempo necessario. D’altra parte non può decidere di andarsene, perché è stato addestrato esattamente per quello. Però, come un mendicante, di tanto in tanto, potrà elemosinare un pesce che l’uomo dello staff (che vediamo di spalle) gli elargirà con noncuranza, un contentino necessario per il delfino “paziente“.

Quando tutti i bambini saranno stati fotografati, questo delfino potrà tornare a immergersi nella vasca di cemento, in attesa del prossimo spettacolo

Fate l’elemosina a questo delfino…